Garda Riviera Run Tour 144 km: il mio diario di preparazione
Il 14 novembre 2026 correrò la Garda Riviera Run Tour sulla distanza dei 144 km. È una prova impegnativa, tra le più lunghe nel panorama delle ultra, e ho deciso di documentarne la preparazione dall’inizio alla fine. La affronto come affronto il lavoro con i miei atleti: con metodo, dando valore all’esperienza sul campo oltre che alla teoria. Questo è il mio diario, lo aggiorno a ogni tappa che conta.
Perché 144 km
Centoquarantaquattro chilometri sono una distanza fuori dall’ordinario, anche per chi è abituato all’ultra. La scelgo perché mi permette di lavorare sui dettagli che fanno la differenza sulle lunghissime distanze: gestione dell’energia, ritmo, alimentazione e recupero. È il terreno ideale per affinare ulteriormente il mio metodo di preparazione.
Come mi sto preparando
La preparazione segue una logica precisa: costruzione progressiva del carico, cura del recupero tanto quanto dell’allenamento e adattamento continuo del piano in base ai riscontri reali. È lo stesso approccio strutturato che applico con le persone che seguo, spiegato nella pagina come si lavora insieme.
Diario di preparazione
Aggiorno dall’alto: in cima trovi sempre gli ultimi sviluppi.
Luglio 2026
Le prime due settimane di preparazione sono passate.
Per ora sono ancora intorno ai 70 km settimanali. Per una gara da 144 km non sono molti, ma con questo caldo non avrebbe senso alzare troppo il volume e rischiare di bruciarmi già adesso.
In alcune uscite, allo stesso passo, ho visto anche 13 battiti in più. Il caldo e l’umidità si fanno sentire e bisogna accettare che, in questo periodo, non si può pretendere sempre la stessa risposta dal corpo.
Ci sono stati comunque segnali positivi. Nel medio del 22 luglio sono riuscito ad aumentare il ritmo da 4:45 a 4:34/km, sentendo meno fatica del previsto. Quando riesci a correre bene senza dover forzare, vuol dire che il lavoro sta andando nella direzione giusta.
In questa fase sto dando molta importanza anche alle corse lente e rigeneranti. Non sono allenamenti di serie B — sono quelli che mi permettono di recuperare, assorbire il lavoro e ripartire senza trascinarmi stanchezza inutile.
La strada verso i 144 km è ancora lunga. Adesso l’obiettivo non è fare tutto subito, ma continuare a costruire con pazienza, senza saltare gradini.
Giugno 2026
Giugno è stato un mese fondamentale per staccare la spina e recuperare le energie. Quest’anno la 100 km di maggio mi è costata molto, sul piano fisico e mentale, complice anche il caldo. Fermarsi però non è tempo perso: serve al corpo per resettare il sistema nervoso centrale e ripartire con entusiasmo ed energia. E l’entusiasmo conta più di quanto si pensi, perché senza diventa tutto più faticoso. Lo stimolo, la passione e la voglia di raggiungere l’obiettivo sono probabilmente il 60% della riuscita: sono ciò che ti fa superare le difficoltà e i momenti più duri, quelli bui, che in un percorso così lungo arrivano sempre. Per questo ricaricare le batterie è la vera base da cui parte una preparazione impegnativa come questa.
Seguimi lungo il percorso
Nei prossimi mesi condividerò qui i passaggi chiave della preparazione: i lunghi più significativi, le scelte di alimentazione e di materiale, gli imprevisti e le soluzioni adottate. Se vuoi allenarti con lo stesso metodo, puoi prenotare una call o esplorare i piani di allenamento.
